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March 21 scrivimi.... scrivimi....
gli altri sono andati al cinema, ma tu vuoi restare sola poca voglia di parlare, e allora scrivimi servirà a sentirti meno fragile Quando nella gente troverai solamente indifferenza tu non ti dimenticare mai di me e se non avrai da dire niente di particolare non ti devi preoccupare io saprò capire A me basta di sapere che mi pensi anche un minuto perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto ci vuole poco per sentirsi più vicini Scrivimi quando il cielo sembrerà più limpido le giornate ormai si allungano ma tu non aspettar la sera se hai voglia di cantare scrivimi anche quando penserai che ti sei innamorata tu non ti dimenticare mai di me e se non sai come dire se non trovi le parole non ti devi preoccupare, io saprò capire a me basta di sapere che mi pensi anche un minuto perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto ci vuole poco per sentirsi più vicini scrivimi, anche quando penserai che ti sei innamorata tu scrivimi....... |
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| Mai più come te « | |
| basta un niente un nome una calligrafia perché ogni cuore ha una memoria tutta sua si vede sempre dove strappi via una pagina come ti fissa una fotografia di ieri la stagione delle piogge arriva qua mai più come te chiudo gli occhi e faccio buio dentro me non è tanto questa fine tra noi due mai più come te e com'è sempre tardi per amare mai più come te e com'è sempre tardi per amare mai più come te |
Bush si congratula: «Tutti gli americani possono essere orgogliosi»
Prima nomina: il deputato Rahm Emanuel sarà il capo di gabinetto
WASHINGTON (5 novembre) - Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti. La storica elezione del senatore dell'Illinois, 47 anni, primo inquilino nero della Casa Bianca, spazza via l'ultima barriera razziale rimasta in America. Obama ha sconfitto con largo margine il rivale repubblicano John McCain, 72 anni, conquistando 349 dei grandi elettori che servono per diventare presidente (ne servono 270 per andare alla Casa Bianca). Ma Obama non ha conquistato solo la presidenza: il candidato democratico ha portato infatti il suo partito al controllo della Camera e del Senato, una concentrazione di potere che non avveniva dal 1995, quando presidente era Bill Clinton.
«Il cambiamento è arrivato». L'America del day-after elettorale è dominata da due immagini: il boato della vittoria nella notte di Chicago e le parole con cui Obama ha cominciato il suo cammino. «Il cambiamento è arrivato. È il nostro momento. È l'ora di reclamare il sogno americano e riaffermare la verità fondamentale che siamo una cosa sola, siamo gli Stati Uniti d'America», ha detto il neo presidente. «Se c'è ancora qualcuno - ha aggiunto - che dubita che l'America sia un luogo dove tutte le cose sono possibili; che ancora si chiede se il sogno dei nostri fondatori sia sempre vivo; che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia: questa notte è la vostra risposta!».
Le congratulazioni di Bush. Il presidente americano George W. Bush si è subito congratulato con Obama per la vittoria, affermando che «tutti gli americani possono essere orgogliosi» di avere «fatto la storia» col voto di ieri. Bush ha quindi sottolineato che Obama ha ottenuto una «notevole vittoria» e ha promesso «completa cooperazione» al suo successore. «Che notte fantastica per lei, la sua famiglia e i suoi sostenitori», ha detto il presidente uscnete in un colloquio telefonico con il senatore dell'Illinois, secondo quanto riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Dana Perino. «Le assicuro - ha continuato - che farò in modo che la transizione avvenga senza diffico. Questo di fronte a lei è uno dei viaggi più importanti della sua vita. Congratulazioni». La Perino ha poi riferito di una telefonata del presidente al candidato repubblicano sconfitto John McCain, riconoscendo il lavoro fatto in questa campagna. «John, hai fatto tutto il possibile. Sono orgoglioso di te e mi dispiace che tu non abbia vinto».
L'avanzata di Obama. Con la storica vittoria della scorsa notte, Obama ha rivoluzionato l'intera mappa elettorale americana, vincendo in ogni stato conquistato quattro anni fa da John Kerry e strappando importanti stati finora «rossi», il colore dei repubblicani. Inanzitutto la Virginia, il premio più ambito anche, e soprattutto, per il suo portato simbolico: nello stato del sud i democratici non vincevano dal 1964, quando fu eletto Lyndon Johnson. Ma il cuneo blu - il colore dei democratici - nel sud potrebbe allargarsi se il democratico riuscirà ad aggiudicarsi anche la Carolina del Nord - altro stato che ha votato repubblicano ininterrottamente dal 1976 - che al momento viene considerato «too close to call». Obama poi ha vinto in Florida ed Ohio, gli swing state per eccellenza, che erano stati cruciali per la vittoria di Bush nel 2000 e nel 2004. Tra gli swing state ha conquistato poi Iowa, andato a Bush quattro anni fa. E ha tinto di blu l'Indiana. Ed è sempre nel mid west l'altro stato considerato ancora too close to call: il Missouri, dove i risultati danno McCain in vantaggio dello 0,2 per cento, e quindi è scattato il riconteggio. È stato poi nel West che Obama ha aperto un nuovo importante fronte per l'avanzata democratica riconquistando il New Mexico, che nel 2004 aveva votato per Bush, e vincendo nelle ex roccaforti Gop di Colorado e Nevada. Obama è riuscito poi a bloccare le offensive che McCain aveva lanciato negli stati industriali dove il repubblicano puntava a strappare importanti voti elettorali al democratico, principalmente in
Pennsylvania.
L'era di Obama cominciata con un boato nella notte a Chicago. ll grido di gioia e incredulità di centinaia di migliaia di persone riunite al Grant Park di Chicago, ha accompagnato il momento dell'annuncio ufficiale della vittoria di Obama nella corsa alla Casa Bianca. Alle dieci della sera del martedì elettorale americano, la speranza del popolo di Obama è diventata certezza sulle rive del Lago Michigan. E poco dopo, l'attesa di cambiamento si è materializzata nelle parole del presidente-eletto: «Niente è impossibile in America». Al Grant Park erano in 250 mila a festeggiare con Obama in una insolita serata quasi estiva. Da un palco circondato da bandiere a stelle e strisce, il nuovo presidente degli Stati Uniti ha catturato la portata della svolta strappando lacrime e applausi.
Sul prato, piangevano abbracciati personaggi famosi e gente comune, la star nera della tv Oprah Winfrey e le anonime volontarie afroamericane della campagna di Obama arrivate dai quartieri difficili del South Side, i ragazzi delle università di Chicago in attesa fin dall'alba e il reverendo nero Jesse Jackson, che aveva tentato invano la strada della presidenza negli anni Ottanta. Sulle note di 'Sweet Home Chicagò, in migliaia hanno ballato, gridato e stretto in un abbraccio carico d'affetto Barack, Michelle, Malia e Sasha Obama, una famiglia 'del postò che si appresta ad andare a vivere alla Casa Bianca.
«È un momento storico». «Mi accorgo di far parte della storia»: nel pubblico, i commenti si sono ripetuti, tutti dello stesso tenore chiunque li pronunciasse, ragazzi con trecce rasta, afroamericani dal cranio rasato, studentesse bionde e bianche o con il velo musulmano, o madri di famiglia arrivate con i figli. Quando Obama è salito sul palco per parlare al mondo, avevano gli occhi lucidi anche gli agenti in gran parte neri della Chicago Police, schierati in un enorme dispositivo di sicurezza.
Da Chicago la prima nomina. Ed è un deputato di Chicago, Rahm Emanuel, a riempire la prima casella nella nuova amministrazione di Obama: Rahm Emanuel, vecchio amico e alleato di Obama. ha accettato di ricoprire il posto di chief of staff (capo di gabinetto). Ad annunciare la prima nomina del nuovo presidente eletto la rete tv Cnbc.
Gli occhi negli occhi”
Cercare gli occhi con gli occhi Con l’occhio nudo di chi Li vedi Ma poi non bastano gli occhi Li vedi Cercare gli occhi con gli occhi
e dentro gli occhi cercare
il primo amore da fare
e farlo come lo sai
che con lo sguardo lo fai
tra gli occhi e gli occhi suoi
non ha prudenza di se
e dice tutto com’è
la sofferenza e la gioia
e la distanza si fa
immensa intimità
gli occhi
con gli occhi
negli occhi
ma…
e non ti basta il pensiero
e vuoi la voce all’orecchio
e vuoi toccare con mano
e vuoi vedere che vedi
ad occhi chiusi tu
gli occhi
con gli occhi
negli occhi
ma…
e dentro gli occhi cercare
il primo amore da fare
e farlo come lo sai
che con lo sguardo lo fai
tra gli occhi e gli occhi suoi
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La costellazione dell’Ariete deriva il suo nome dalla rappresentazione celeste dell’ariete dal vello d’oro, generato dalla bellissima Teofane (letteralmente “manifestazione divina”), figlia di Bisante, re della Tracia. Desiderata da Poseidone (uno dei grandi antichi, simbolo della religiosità e delle facoltà creative dell’uomo), fu da questi trasformata in pecora per sottrarla ai molti pretendenti e portata nell’isola di Crumissa, dove il dio, sotto forma di ariete, la possedette. Da questa unione nacque un magico ariete dal vello d’oro, in grado di volare, che – forse proprio per analogia alle caratteristiche di volo – fu affidato ad Ermes, dio alato. L’Ariete semidivino fu protagonista del salvataggio dei fratelli Frisso ed Elle, figli di Atamante e Nefele (la Dea Nuvola). I giovani erano perseguitati dalla matrigna Ino, gelosa della relazione divina del suo sposo. Costei aveva ordito un perfido inganno. Convincendo le donne a seccare le sementi, aveva provocato una carestia. Al re non restava altra speranza, per chiedere il favore degli dei , che sacrificare i figli. Fu allora che, dietro preghiera di Nefele, fu inviato in loro soccorso da Ermes il possente Ariete. Elle, addormentatasi sulla sua groppa, perse la presa e precipitò nel mare che da lei prese il nome di Ellesponto. Giunto nella Colchide dopo la triste vicissitudine, Frisso sacrificò a Zeus (dio degli esuli) lo splendido animale, esaudendo la richiesta dell’Ariete. Il mitico vello d’oro fu appeso ad un albero nel bosco sacro ad Ares (Marte) e qui custodito da un feroce ed insonne drago. |
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Questo manto, ritenuto anticamente “il più prezioso tesoro del mondo” (Medea, Euripide) e legato in seguito alla straordinaria vicenda di Giasone e degli Argonauti, rappresenta senza dubbio la purezza dell’individuo che supera i propri limiti (l’oro che ricopre l’animale) attraverso il coraggio ed il sacrificio, elementi fondanti delle caratteristiche dei nativi dell’Ariete. Ritroviamo inoltre nel mito la corrispondenza stagionale con la semina ed il collegamento con Ares-Marte, in tutte le mitologie, dio arcaico da cui dipende la siccità e la carestia. |
GOMORRA
Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde - dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi - che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismi oscuri. Questa è oggi la camorra, anzi, il "Sistema", visto che la parola "camorra" nessuno la usa più: da un lato un'organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigia sempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sangue e quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall'altro lato un fenomeno criminale profondamente influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze a divi del cinema e a creature dell'immaginario, dai gangster di Tarantino alle sinistre apparizioni de "Il corvo" con Brandon Lee. Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiavone, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo 'o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebbero sembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia. In questo libro avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan del napoletano e del casertano, da Secondigliano a Casal di Principe, sia le fantasie infiammate che alle logiche imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese. Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro il cui giovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terre della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davvero nessuna immaginazione è in grado di arrivare.
leggete qst libro..e' straordinario.....x intensita' e crudezza nel raccontare cio' ke in fondo e' vero.....io l'ho letto,e ne sn rimasta affascinata...dp averlo letto xo' nn fate di tutta l'erba un sl fascio..nn usatelo cm un qualke cosa ke giustifiki il rancore ke nutrite verso la gente del sud...nn sarebbe giusto...anke xke' leggendolo scoprirete delle tristi verita' ,il mondo e' pieno di camorristi il nord cm il sud,l'est cm l'ovest...e noi cm voi siamo dei semplici burattini nelle loro mani...
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