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    November 27

    se fossi un ragazzo...

     
    November 21

    ke differenza c'e' tra obama e la politica....MARCO TRAVAGLIO....

     
      
     
     
     
    November 16

    il bivio....

     
     
     
     
     

    poesie di un amico...

    PIANGO

    Mi lascio
    fluttuare nell'aria
    tra le braccia funeste
    del vento
    nell'ira del cielo
    che cerca di accogliermi
    e la terra che cerca
    d'assorbirmi,
    grido e piango
    per il dolore
    che giace nel mondo.

     

     

     TRAMONTO

    Misterioso tramonto
    dalle tue mani
    esce luce soave
    piena d’amore.
    Tramonto che è bellezza
    ed è splendore.
    Perché il riverbero
    sul mare
    incendia di colori
    l’orizzonte.

    IL COMBATTIMENTO

    Il combattimento era finito,
    niente più guerre,
    né uomini,
    tutti andati.
    Soltanto il silenzio,
    nessun sparo,
    nessuna voce,
    nessun comando,
    il vuoto della notte,
    e quella guerra.
    Tutto il resto del mondo passato da un'altra parte.
    E adesso si vive.

     

    November 12

    SE POTESSI...

       

                                         SE POTESSI..METTEREI FINE A TUTTO CIO'....Stella

                                                               Stella GUARDARE QST IMMAGINI SENZA KE MI VENGA           
                                                    UN NODO ALLA GOLA,MI SEMBRA IMPOSSIBILE,Stella
                                         NN RIESCO A TROVARE UNA RAGIONE  DEL
                                                   XKE' TUTTO CIO' SIA REALTA'...A VOLTE NN CI SI 
                                            RENDE CONTO DI CM SI E' FORTUNATI,UNA 
                                                            NOSTRA SEMPLICE GIORNATA,ANZI UNA GIORNATA  
                                                 KE NOI DEFINIREMO BANALE....TORNARE A  Stella
                                                           CASA ,MANGIARE  UN PIATTO CALDO  ,E AVERE UN  
                                              LETTO IN CUI DORMIRE E' X QUESTE XSONE
                                                               Stella  UN'UTOPIA...SE POTESSI DONEREI LA MIA STESSA
                                                        VITA X VEDERE STAMPATO SUL LORO VOLTO  
                                              UN'ATTIMO DI FELICITA'...
                                                                                                  UN SORRISO.. Stella
                    
                                                                                                                                 
     
     
     
     
       
     
     
    November 11

    mai piu' cm te...

       
     
     
    Mai più come te «
    basta un niente un nome una calligrafia
    perché ogni cuore ha una memoria tutta sua
    si vede sempre dove strappi via una pagina
    come ti fissa una fotografia di ieri

    la stagione delle piogge arriva qua
    alla stazione della mia malinconia
    e scende il tiepido acquazzone di una lacrima
    sull'ultima tua voce che ho in segreteria

    mai più come te
    nessun'altra mai
    perché dopo te
    io sì che m'innamorai
    sempre più di te
    quanto tu non sai
    e anche senza te
    c'è qui la tua assenza ormai
    che amo come te

    chiudo gli occhi e faccio buio dentro me
    e la mia mente è come il treno delle sei
    con cui ritorna a casa la tua cara immagine
    in un silenzio che non puoi far stare zitto

    non è tanto questa fine tra noi due
    ma quanto quelle sue rovine dietro me
    e accanto ai passi con cui pesto ombre di nuvole
    quando esco a buttar via gli avanzi di poesie

    mai più come te
    nessun'altra mai
    perché dopo te
    io sì che m'innamorai
    sempre più di te
    quanto fu non sai
    e anche senza te
    c'è qui la tua assenza ormai
    che amo come te

    e com'è sempre tardi per amare
    e l'amore è la pena da scontare
    per non volere stare soli
    e meglio è amare e perdere
    che vincere e non amare mai

    mai più come te
    nessun'altra mai
    perché dopo te
    io sì che m'innamorai
    e sempre più di te
    quanto tu non sai
    e anche senza te
    c'è qui la tua assenza ormai ma
    mai più come te

    e com'è sempre tardi per amare
    e l'amore è la pena da scontare
    per non volere stare soli
    e meglio è amare e perdere
    che vincere e non amore mai

    mai più come te
    nessun'altra mai
    perché dopo te
    io sì che m'innamorai
    e sempre più di te
    quanto tu non sai
    e anche senza te
    c'è qui la tua assenza ormai ma
    mai più come te

     
     
     
    November 08

    stai su..

    » Stai su «
    che fai in quest'ora bella
    che suona il suo notturno
    io mi giro attorno a far la sentinella
    che non ho sonno e faccio il primo turno
    tu qualunque cosa fai stai su
    anche se sei distante
    e se la voce non arriva o è disturbata
    penso di parlare a te in ogni istante
    perché per me lo sai sei sempre stata
    tu l'altro capo di un filo
    un unico profilo
    quando guardiamo su
    se anche tu vedi
    la stessa luna
    non siamo poi così lontani
    se credi ancora un po'
    a un giro di fortuna
    gioca tutto su domani
    dovunque tu sarai stai su
    forse e se tu lo domandi
    domani ci troviamo
    all'incrocio delle tue braccia grandi
    per correre a gridarci ti amo
    e cosa ci vuoi fare
    se tutto questo non è ancora un paradiso
    se non c'è abbastanza notte per sognare
    e stai cercando pure tu un sorriso
    ti basta entrare in memoria
    di qualche buona storia
    e poi cliccarci su
    se anche tu suoni
    lo stesso accordo
    non siamo poi così lontani
    se ti rimetti su
    l'ultimo mio ricordo
    sei già pronta per domani
    non siamo un mondo a parte
    (noi) siamo parte del mondo
    rimasti un po' in disparte
    un secolo o un secondo
    se anche tu senti
    la stessa ebbrezza
    non siamo poi così lontani
    se del domani no
    nessuno ha la certezza
    io son nessuno e tu Domani
    da domani
    chiunque tu sarai
    comunque tu starai stai su

    hangar

    » Hangar «
    uno in mezzo a tanti
    e tanti in uno io anche io
    qui tra peccatori e santi
    io non sono mica Dio
    ma ho creato un sogno mio lì avanti
    io sto con me da tanto ormai
    con i miei guai dentro i miei se
    lavoro come un pazzo
    a questa cosa e so che farmene
    la volta che tolgo stand by
    e mi dirò vai anche se
    non sono più un ragazzo
    per scappar di casa e andarmene
    uno sulla soglia
    e voglia e frenesia che porta via
    dentro questa lunga veglia
    vincere alla lotteria
    il riscatto da una vita spoglia
    io che non ho mai un'allegria
    monotonia dentro un oblò
    di questo inverno qui
    del cavolo in cui vivo e morirò
    io che non so tirarmi via
    dalla periferia in cui sto
    perché all'inferno sì
    anche il diavolo non è un cattivo no
    ma per molti è un po'
    un eroe positivo
    vero è vero che ogni dì è un addio
    che si muore tra un avvio e un rinvio
    dò motore al mio mistero
    di straforo chiuso a spranga
    questo è il mio lavoro nero
    viaggiatore fermo dentro un hangar
    uno che sta zitto
    o un guitto che non sa che parte ha
    un trasvolatore o un dritto
    tra il coraggio e la viltà
    vivo in te ma non pago l'affitto
    a te che sei la fantasia
    nell'asfissia dei cieli miei
    tu sei la sola cosa nobile
    dei miei giorni plebei
    perché tu sei la mia eresia
    in questa idolatria agli dei
    potrò lasciarti sposa immobile
    io che non ho trofei
    dentro i miei musei
    nei tornei che non ho vinto
    certo o incerto se ogni dì è un addio
    che ripeto tra un avvio e un rinvio
    ho coperto il mio segreto
    con un telo dentro un hangar
    me ne andrò un mattino quieto
    senza che nessuno pianga
    il domani di ogni dì è un addio
    che mi segno tra un avvio e un rinvio
    mentre lucido il mio sogno
    che mi spinge giù a valanga
    dentro un ruvido bisogno
    di lasciare un giorno questo hangar
    November 06

    la giustizia in italia.....

             

    la vera storia di berlusconi...marco travaglio...

            

       
    November 05

    il 4 novembre 2008...e' storia....

    Obama presidente, gli Stati Uniti voltano pagina
    «Niente è impossibile in America»

    Bush si congratula: «Tutti gli americani possono essere orgogliosi»
    Prima nomina: il deputato Rahm Emanuel sarà il capo di gabinetto

    WASHINGTON (5 novembre) - Barack Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti. La storica elezione del senatore dell'Illinois, 47 anni, primo inquilino nero della Casa Bianca, spazza via l'ultima barriera razziale rimasta in America. Obama ha sconfitto con largo margine il rivale repubblicano John McCain, 72 anni, conquistando 349 dei grandi elettori che servono per diventare presidente (ne servono 270 per andare alla Casa Bianca). Ma Obama non ha conquistato solo la presidenza: il candidato democratico ha portato infatti il suo partito al controllo della Camera e del Senato, una concentrazione di potere che non avveniva dal 1995, quando presidente era Bill Clinton. 

    «Il cambiamento è arrivato». L'America del day-after elettorale è dominata da due immagini: il boato della vittoria nella notte di Chicago e le parole con cui Obama ha cominciato il suo cammino. «Il cambiamento è arrivato. È il nostro momento. È l'ora di reclamare il sogno americano e riaffermare la verità fondamentale che siamo una cosa sola, siamo gli Stati Uniti d'America», ha detto il neo presidente. «Se c'è ancora qualcuno - ha aggiunto - che dubita che l'America sia un luogo dove tutte le cose sono possibili; che ancora si chiede se il sogno dei nostri fondatori sia sempre vivo; che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia: questa notte è la vostra risposta!».

    Le congratulazioni di Bush. Il presidente americano George W. Bush si è subito congratulato con Obama per la vittoria, affermando che «tutti gli americani possono essere orgogliosi» di avere «fatto la storia» col voto di ieri. Bush ha quindi sottolineato che Obama ha ottenuto una «notevole vittoria» e ha promesso «completa cooperazione» al suo successore. «Che notte fantastica per lei, la sua famiglia e i suoi sostenitori», ha detto il presidente uscnete in un colloquio telefonico con il senatore dell'Illinois, secondo quanto riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Dana Perino. «Le assicuro - ha continuato - che farò in modo che la transizione avvenga senza diffico. Questo di fronte a lei è uno dei viaggi più importanti della sua vita. Congratulazioni». La Perino ha poi riferito di una telefonata del presidente al candidato repubblicano sconfitto John McCain, riconoscendo il lavoro fatto in questa campagna. «John, hai fatto tutto il possibile. Sono orgoglioso di te e mi dispiace che tu non abbia vinto».

    L'avanzata di Obama. Con la storica vittoria della scorsa notte, Obama ha rivoluzionato l'intera mappa elettorale americana, vincendo in ogni stato conquistato quattro anni fa da John Kerry e strappando importanti stati finora «rossi», il colore dei repubblicani. Inanzitutto la Virginia, il premio più ambito anche, e soprattutto, per il suo portato simbolico: nello stato del sud i democratici non vincevano dal 1964, quando fu eletto Lyndon Johnson. Ma il cuneo blu - il colore dei democratici - nel sud potrebbe allargarsi se il democratico riuscirà ad aggiudicarsi anche la Carolina del Nord - altro stato che ha votato repubblicano ininterrottamente dal 1976 - che al momento viene considerato «too close to call». Obama poi ha vinto in Florida ed Ohio, gli swing state per eccellenza, che erano stati cruciali per la vittoria di Bush nel 2000 e nel 2004. Tra gli swing state ha conquistato poi Iowa, andato a Bush quattro anni fa. E ha tinto di blu l'Indiana. Ed è sempre nel mid west l'altro stato considerato ancora too close to call: il Missouri, dove i risultati danno McCain in vantaggio dello 0,2 per cento, e quindi è scattato il riconteggio. È stato poi nel West che Obama ha aperto un nuovo importante fronte per l'avanzata democratica riconquistando il New Mexico, che nel 2004 aveva votato per Bush, e vincendo nelle ex roccaforti Gop di Colorado e Nevada. Obama è riuscito poi a bloccare le offensive che McCain aveva lanciato negli stati industriali dove il repubblicano puntava a strappare importanti voti elettorali al democratico, principalmente in
    Pennsylvania.

    L'era di Obama cominciata con un boato nella notte a Chicago. ll grido di gioia e incredulità di centinaia di migliaia di persone riunite al Grant Park di Chicago, ha accompagnato il momento dell'annuncio ufficiale della vittoria di Obama nella corsa alla Casa Bianca. Alle dieci della sera del martedì elettorale americano, la speranza del popolo di Obama è diventata certezza sulle rive del Lago Michigan. E poco dopo, l'attesa di cambiamento si è materializzata nelle parole del presidente-eletto: «Niente è impossibile in America». Al Grant Park erano in 250 mila a festeggiare con Obama in una insolita serata quasi estiva.  Da un palco circondato da bandiere a stelle e strisce, il nuovo presidente degli Stati Uniti ha catturato la portata della svolta strappando lacrime e applausi. 

    Sul prato, piangevano abbracciati personaggi famosi e gente comune, la star nera della tv Oprah Winfrey e le anonime volontarie afroamericane della campagna di Obama arrivate dai quartieri difficili del South Side, i ragazzi delle università di Chicago in attesa fin dall'alba e il reverendo nero Jesse Jackson, che aveva tentato invano la strada della presidenza negli anni Ottanta. Sulle note di 'Sweet Home Chicagò, in migliaia hanno ballato, gridato e stretto in un abbraccio carico d'affetto Barack, Michelle, Malia e Sasha Obama, una famiglia 'del postò che si appresta ad andare a vivere alla Casa Bianca.

    «È un momento storico». «Mi accorgo di far parte della storia»: nel pubblico, i commenti si sono ripetuti, tutti dello stesso tenore chiunque li pronunciasse, ragazzi con trecce rasta, afroamericani dal cranio rasato, studentesse bionde e bianche o con il velo musulmano, o madri di famiglia arrivate con i figli. Quando Obama è salito sul palco per parlare al mondo, avevano gli occhi lucidi anche gli agenti in gran parte neri della Chicago Police, schierati in un enorme dispositivo di sicurezza.

    Da Chicago la prima nomina. Ed è un deputato di Chicago, Rahm Emanuel, a riempire la prima casella nella nuova amministrazione di Obama: Rahm Emanuel, vecchio amico e alleato di Obama. ha accettato di ricoprire il posto di chief of staff (capo di gabinetto). Ad annunciare la prima nomina del nuovo presidente eletto la rete tv Cnbc.

       


    www.barackobama.com                         

                                                                              

      

    ....e adesso non resta ke domandarci...in italia quando arrivera' il cambiamento????? 

    October 27

    gli occhi negli occhi...

    Gli occhi negli occhi”

    Cercare gli occhi con gli occhi
    e dentro gli occhi cercare
    il primo amore da fare
    e farlo come lo sai
    che con lo sguardo lo fai
    tra gli occhi e gli occhi suoi

    Con l’occhio nudo di chi
    non ha prudenza di se
    e dice tutto com’è
    la sofferenza e la gioia
    e la distanza si fa
    immensa intimità

    Li vedi
    gli occhi
    con gli occhi
    negli occhi
    ma…

    Ma poi non bastano gli occhi
    e non ti basta il pensiero
    e vuoi la voce all’orecchio
    e vuoi toccare con mano
    e vuoi vedere che vedi
    ad occhi chiusi tu

    Li vedi
    gli occhi
    con gli occhi
    negli occhi
    ma…

    Cercare gli occhi con gli occhi
    e dentro gli occhi cercare
    il primo amore da fare
    e farlo come lo sai
    che con lo sguardo lo fai
    tra gli occhi e gli occhi suoi

    October 22

    il senso e l'idea....

     
                                                                                       StellaStellaStellaStellaStellaStellaStellaStella
                                                              
     

     

    Ansiosamente guardo, in ogni direzione cerco Stella
    e intanto soffro come un cane perché ormai..
    ho perso la mia strada, non ricordo i miei obiettivi
    Stellae poi ripudio tutto ciò che è uguale a me..
    “non devi disperare” è ciò che dicono i dottori
    “un giorno qualche cosa cambierà vedrai”..
    ma per ora mi dimeno, vivo come un clandestino
    e prendo a pugni pure il mio migliore amico..
    e poi silenzi.. Stella
    chissà se un giorno mi aprirò e parlerò di me
    dei miei insensati sentimenti
    Stellae poi, e poi..

    Arrivi tu sulla mia scia, per farmi credere alle favole
    Sei tutto, sei il senso e l’idea
    Sei l’aria da respirare

    Smetto d’essere chi ero, mi trasformo in ciò che sono
    per un attimo ritrovo la stabilità.. Stella
    ma poi torno a naufragare
    assaporo il mio dolore
    conto fino a dieci e sono a testa in giù..
    non controllo i movimenti
    Stellasento freddo, stringo i denti
    non esiste terapia per i miei sintomi..
    raccogliendo i miei sospiri, le mie esili radici
    fingo di non esser mai atterrato qui..
    e poi momenti.. Stella
    che durano un’eternità
    ma a volte attimi, come la neve sotto il sole..
    e poi, e poi..
    Stella
    Arrivi tu sulla mia scia, per farmi credere alle favole
    Sei tutto, sei il senso e l’idea
    Sei l’aria da respirare
    Arrivi tu….

    Smetto d’essere chi ero, mi trasformo in ciò che sono. Stella

     

     

    October 19

    mitologia e costellazioni...l'ariete

    La costellazione dell’Ariete deriva il suo nome dalla rappresentazione celeste dell’ariete dal vello d’oro, generato dalla bellissima Teofane (letteralmente “manifestazione divina”), figlia di Bisante, re della Tracia. Desiderata da Poseidone (uno dei grandi antichi, simbolo della religiosità e delle facoltà creative dell’uomo), fu da questi trasformata in pecora per sottrarla ai molti pretendenti e portata nell’isola di Crumissa, dove il dio, sotto forma di ariete, la possedette. Da questa unione nacque un magico ariete dal vello d’oro, in grado di volare, che – forse proprio per analogia alle caratteristiche di volo fu affidato ad Ermes, dio alato. L’Ariete semidivino fu protagonista del salvataggio dei fratelli Frisso ed Elle, figli di Atamante e Nefele (la Dea Nuvola). I giovani erano perseguitati dalla matrigna Ino, gelosa della relazione divina del suo sposo. Costei aveva ordito un perfido inganno. Convincendo le donne a seccare le sementi, aveva provocato una carestia. Al re non restava altra speranza, per chiedere il favore degli dei , che sacrificare i figli. Fu allora che, dietro preghiera di Nefele, fu inviato in loro soccorso da Ermes il possente Ariete. Elle, addormentatasi sulla sua groppa, perse la presa e precipitò nel mare che da lei prese il nome di Ellesponto. Giunto nella Colchide dopo la triste vicissitudine, Frisso sacrificò a Zeus (dio degli esuli) lo splendido animale, esaudendo la richiesta dell’Ariete. Il mitico vello d’oro fu appeso ad un albero nel bosco sacro ad Ares (Marte) e qui custodito da un feroce ed insonne drago.

    Questo manto, ritenuto anticamente “il più prezioso tesoro del mondo” (Medea, Euripide) e legato in seguito alla straordinaria vicenda di Giasone e degli Argonauti, rappresenta senza dubbio la purezza dell’individuo che supera i propri limiti (l’oro che ricopre l’animale) attraverso il coraggio ed il sacrificio, elementi fondanti delle caratteristiche dei nativi dell’Ariete. Ritroviamo inoltre nel mito la corrispondenza stagionale con la semina ed il collegamento con Ares-Marte, in tutte le mitologie, dio arcaico da cui dipende la siccità e la carestia.

     

    66[1]

    October 16

    la liberta' prima di tutto....

     

                                                                                         GOMORRA     

    Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde - dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi - che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismi oscuri. Questa è oggi la camorra, anzi, il "Sistema", visto che la parola "camorra" nessuno la usa più: da un lato un'organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigia sempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sangue e quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall'altro lato un fenomeno criminale profondamente influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze a divi del cinema e a creature dell'immaginario, dai gangster di Tarantino alle sinistre apparizioni de "Il corvo" con Brandon Lee. Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiavone, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo 'o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebbero sembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia. In questo libro avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan del napoletano e del casertano, da Secondigliano a Casal di Principe, sia le fantasie infiammate che alle logiche imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese. Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro il cui giovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terre della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davvero nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

     

                                

                           

     

    leggete qst libro..e' straordinario.....x   intensita'   e   crudezza nel raccontare cio' ke in fondo e' vero.....io l'ho letto,e ne sn rimasta affascinata...dp averlo letto xo' nn fate  di tutta l'erba un sl fascio..nn  usatelo cm un qualke cosa ke giustifiki il  rancore  ke nutrite verso la gente del sud...nn sarebbe giusto...anke xke' leggendolo scoprirete delle tristi verita' ,il mondo e' pieno di  camorristi  il nord cm il sud,l'est cm l'ovest...e noi cm voi siamo dei semplici burattini nelle loro mani...

    October 15

    qst e' il modo giusto x fare politica....

     
     
    YES WE CAN.....
     
    È stato un credo, scritto dai padri fondatori, che dichiararono il destino di una nazione.
    Sì, noi possiamo.

    È stato sussurrato da schiavi e abolizionisti, che tracciarono un sentiero verso la libertà.
    Sì, noi possiamo.

    È stata cantata da immigrati catturati da lidi lontani e pionieri, spinti verso ovest in uno spietato deserto.
    Sì, noi possiamo.

    È stata la chiamata di lavoratori che si sono organizzati; donne che hanno ottenuto il diritto di voto; di un Presidente che ha scelto la luna come nuova frontiera; e un Re, che ci ha condotto alla vetta e indicato la strada per la Terra Promessa.

    Sì, noi possiamo per la giustizia e l'uguaglianza.
    Sì, noi possiamo per la prosperità e l'opportunità.
    Sì, noi possiamo guarire questa nazione.
    Sì, noi possiamo riparare il mondo.
    Sì, noi possiamo.

    Sappiamo che la battaglia sarà lunga, ma dobbimo ricordare che non importa quali ostacoli incontreremo nel nostro cammino, nulla pu frapporsi al potere di milioni di voci chiedono il cambiamento.

    È stato detto che non possiamo farlo da un coro di cinici... saranno solo più forti e stonati... Ci hanno chiesto di fermarci e guardare realtà. Siamo già in guardia contro chi offre al popolo di questa nazione false speranze.

    Ma nella strana storia che è l'America, non vi è mai stato nulla di falso nella speranza.

    Ora le speranze della bambina che va a scuola in un sobborgo di Dillon, sono gli stessi sogni del ragazzo che studia per le strade di Los Angeles; noi ci ricorderemo che qualcosa è successo in America; che noi non siamo così divisi come ci suggerisce la politica; che siamo un unico popolo; una nazione; e, insieme, inizieremo il prossimo grande capitolo della storia americana con tre parole che risuoneranno da costa a costa, dal mare al mare splendente:

    Sì, noi possiamo.
     

    ma ci pensi come e' un mondo senza squallore....

    » Un Mondo A Forma Di Te «
    meglio di no non voltarsi mai quando si va via
    perché voltarsi è già un po' tornare è già nostalgia
    e non si va mai così lontano e mai via di qua
    mai come quando non si sa bene dove si va
    la culla di foschia di un piccolo mattino
    e come una malìa mi si versò nel cuore
    ed io inseguii la scia forse di un palloncino
    scivolando via senza rumore
    così si va non perché ci sia qualche cosa poi
    che è da vedere ma per vedere cosa c'è in noi
    e poi non vedi mai ciò che pensi che incontrerai
    ma trovi sempre quello che non hai pensato mai
    un altro sole in più saliva sulla strada
    ed io scendevo giù con passi da impostore
    e intinsi dentro il blu la punta di una spada
    non odiarmi tu senza rancore
    me ne vado da te
    con un sasso nel cuore
    senza rancore
    non averla con me
    e firmai il viaggiatore
    con quella eterna febbre in noi
    per ciò che non siamo mai stati
    andiamo per campare
    già delusi e stanchi
    viviamo come zebre poi
    rinchiusi dietro gli steccati
    illusi di sembrare
    dei cavalli bianchi
    io allora presi via con me
    pronto a sfidare le mie stelle
    e poi che fine avremmo fatto
    io e te
    saresti tu moglie di un re
    oppure amante di un ribelle
    od infermiera a un matto
    o sposa a un martire senza più amore
    ciò che hai davanti è di più di quello che hai avuto già
    anche se quello che hai avuto sempre davanti sta
    e tanto quello che perdi non ti perdona mai
    perché per perdere e perdonare ci vuole sai
    e se ora vado via arrivederci a un giorno
    e non sarà l'addio di questo viaggiatore
    un grano di utopia ti porto al mio ritorno
    un universo mio
    senza colore
    i bianchi misero i neri ma ci pensi com'è
    a combattere i gialli un mondo senza colore
    per tenersi ciò un mondo a forma di te
    che presero ai rossi sulla rotta del cuore
    senza squallore
    le borse crebbero a nord ma ci pensi com'è
    sulla fame del sud un mondo senza squallore
    mafie dell'est un mondo a forma di te
    nelle banche dell'ovest sulla rotta del cuore
    senza dolore
    le madri piansero i figli ma ci pensi com'è
    che non sono tornati un mondo senza dolore
    da una guerra in cui un mondo a forma di te
    stuprarono donne sulla rotta del cuore
    senza terrore
    i vili fecero i forti ma ci pensi com'è
    con le sorti dei vivi un mondo senza terrore
    i buoni uccisero un mondo a forma di te
    tutti i cattivi sulla rotta del cuore
    senza più orrore
    October 13

    grande BOB MARLEY....

    no  woman no cray

    No woman no cry
    No woman no cry
    No woman no cry
    No woman no cry
    Cause I remember when we used to sit
    In a government yard in Trenchtown
    Observing the hypocrites
    Mingle with the good people we meet
    Good friends we have
    Oh, good friends we have lost along the way
    In this great future, you can't forget
    your past
    So dry your tears, I seh
    No woman no cry
    No woman no cry
    Little darlin', don't shed no tears
    No woman no cry
    Said I remember when we used to sit
    In the government yard in Trenchtown
    And then Georgie would make the fire lights
    I seh, log would burnin' thru the nights
    Then we would cook cornmeal porridge of which I'll
    share with you
    My feet is my only carriage and
    so I've got to push on thru
    Oh, while I'm gone
    Everything's gonna be alright
    Everything's gonna be alright
    No woman no cry
    No woman no cry
    I seh little darlin' don't shed no tears
    No woman no cry         

     


    un giorno saranno le donne a governare il mondo....

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                           the difference  between

                                                                   women   and men!!!!!

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    October 12

    Cosa c'è dietro la crisi finanziariadi Lehman Brothers ....

    Cosa c'è dietro la crisi finanziaria
    di Lehman Brothers ....

    In origine c’è stata Bear Stearns, poi IndyMac Bancorp, Fannie Mae e Freddie Mac. Ora la tempesta riguarda un altro dei colossi finanziari statunitensi, Lehman Brothers.

     

    In origine c’è stata Bear Stearns, poi IndyMac Bancorp, Fannie Mae e Freddie Mac. Ora la tempesta riguarda un altro dei colossi finanziari statunitensi, Lehman Brothers. La quarta fra le investment banks yankee sta vivendo il momento peggiore della sua storia lunga 158 anni. Ci si deve attendere un nuovo salvataggio da parte dell’amministrazione americana?

     

    3,9 miliardi di dollari di buco nel secondo trimestre 2008, 5,6 miliardi di svalutazioni immobiliari nello stesso intervallo di tempo, 13 miliardi dall’inizio della crisi subprime, oltre 42 miliardi di capitalizzazione perduti dall’inizio del 2007 ad oggi, più di 1500 posti di lavoro tagliati. Sono queste le cifre sommarie del tracollo che sta vivendo Lehman Brothers, a seguito della crisi dei mercati immobiliari che ha colpito gli States un anno fa. Un default che ricorda molto da vicino gli altri che abbiamo osservato in quest’anno ed il motivo è sempre lo stesso. Nella conference call che le è costata il posto di lavoro Erin Callan, Chief Financial Officer di LM, ha ricordato che l’asset di 65 miliardi di attività legate ai mutui avrebbe potuto subire delle modifiche strutturali per far fronte alle svalutazioni. Di pochi giorni fa la notizia del possibile spin-off di 40 mld di proprietà immobiliari commerciali, notizia confermata da Bloomberg. La nuova società, che avrà il nome di Real Estate Investments Global, sarà varata ad inizio del prossimo anno e dovrà farsi carico del nuovo corso finanziario nel mercato immobiliare. Alla base di tutto il crack ci sono i soliti noti: credit default swap, collateralized debt obligations, asset backed securities (CDS, CDOs, ABS). Purtroppo, è lapalissiano che le banche e le società finanziarie che hanno rivisto le loro stime di bilancio siano cascate quasi tutte sugli stessi prodotti finanziari. Va anche puntualizzato come però non sia tanto negativo il prodotto in sé, quanto l’eventuale uso che ne si fa.

    Ma non basta, perché anche il management della banca in questione ci ha messo del suo nell’amplificazione delle turbative negli operatori. Si, perché i tentennamenti di Richard Fuld, CEO di Lehman Brothers, nel fornire informazioni chiare ai mercati e nella reazione alle perdite ascritte a bilancio, uniti con la decisione di tagliare buona parte dei suoi collaboratori migliori (o peggiori, dipende), ha gettato nel baratro l’istituto, rendendolo vulnerabile ad attacchi esterni. E questi non si sono fatti attendere, battendo bandiera coreana. Infatti il colosso gestito dal governo di Seoul, Korean Development Bank (KDB), si è subito mostrato interessato all’entrata nell’assetto societario di LM, portando in dote un’offerta da circa 5 mld di dollari per il 25% del pacchetto azionario. Tuttavia il problema per Fuld è nato quando i coreani hanno chiesto di includere un’opzione secondo la quale avrebbero aumentato la loro partecipazione fino ad una quota vicina al 50%. A questo punto, vuoi per spirito patriottico vuoi per orgoglio dello stesso Fuld, le trattative si sono arenate ed il titolo LM ha perso nell’arco di una sola seduta di contrattazioni oltre il 45% della sua quotazione.

    Come se non bastasse questo clima da “si salvi chi può”, i vertici della banca stanno cercando di giocarsi le ultime carte, cedendo il 55% della divisione investment management e mutual funds, la gloriosa Neuberger Berman. Un’azione, quest’ultima, che fa comprendere di quale entità possa essere la situazione, come se non bastassero i tracolli patiti in questa settimana di passione. Ovviamente non mancherebbero i possibili acquirenti, ma la paura che si possano svendere i pezzi pregiati solamente per esigenze di liquidità fa preoccupare non poco analisti ed operatori. Certamente lodevole il comportamento tenuto finora da LM, che così facendo cerca di risolvere, affidandosi al mercato, le proprie svalutazioni, piuttosto che privilegiare un atteggiamento passivo in attesa dell’arrivo dello Stato-chioccia che ha dimostrato di essere ultimamente l’America.

    In questo anno i bailouts verificatesi sono già stati fin troppi perché i contribuenti americani possano ancora sopportare il salvataggio di un’ulteriore entità finanziaria. In questo caso, come anche in altri, l’utilizzo dell’ottica “too big to fail” pare sconveniente, data la particolarità della congiuntura americana. Che gli Usa siano in recessione lo dimostrano i dati inerenti il mercato del lavoro, quello del credito al consumo e del consumo stesso. Un riequilibrio del mercato quindi non sembra essere un’ipotesi così sprovveduta, sebbene possa incutere qualche timore. Peccato che la crisi del credito che ha investito il mondo finanziario non abbia precedenti per entità e per complessità.

    Se c’erano enormi dubbi su Bear Stearns, giganteschi su Fannie & Freddie, altrettanti ve ne sarebbero nei confronti di Lehman Brothers. Un primo, di carattere legale, data la distinzione fra commercial ed investment banks che impedisce alle seconde di essere oggetto di aiuto da parte dell’amministrazione statunitense. Un secondo dubbio, di carattere finanziario, riguarda le modalità di riassetto dei patrimoni gestiti finora da LM: l’ipotesi di una spirale cartolarizzatrice è forte, specialmente ora che Fannie & Freddie sono state ricapitalizzate. Proprio come per le due agenzie governative dei mutui, anche la banca d’affari è stata vittima dello stesso mercato, anche se per colpa di entità differenti. L’errore più grande sarebbe proprio quello di innescare un processo secondo cui se un’impresa è “too important to fail”, la lunga mano dello Stato possa prepotentemente entrare nelle logiche di mercato per salvarla, anche perché chi stabilisce l’importanza della società in questione? Il mercato o lo Stato? E perché lo Stato deve impedire ad un’impresa, magari importante ma colma di debiti, di portar i propri libri contabili in tribunale in modo che si possa creare un nuovo soggetto, più sano?

    «Governments never learns. Only people learn». Così affermava Milton Friedman, con notevole lungimiranza. La soluzione per Lehman Brothers potrebbe non essere per forza quella del salvataggio para-statale, e nemmeno dello scorporo forzoso dei suoi pezzi pregiati. Il suo asset può essere ancora ricostruito sulla base della credibilità internazionale di cui gode la banca. Basta saper individuare le mele marce, estirparle e rimettersi in gioco. Il vero problema, però, è farlo senza che qualcun altro possa metterci mano.